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	<title>Turismo Chieri &#187; Arte e cultura</title>
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		<title>START GALLERY</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 08:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Complesso San Filippo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La StArt Gallery, situata nell’ex convento di San Filippo Neri (via Vittorio Emanuele II)</strong> – un edificio del Settecento che include la chiesa barocca, il Museo Don Bosco e una cappella dedicata ad esposizioni temporanee – <strong>è una mostra permanente che racconta la storia e le testimonianze artistiche della città di Chieri</strong> attraverso pannelli, strutture lignee e teche contenenti oggetti. L’esposizione si completa di alcuni strumenti digitali che consentono al visitatore di conoscere più in profondità monumenti, fatti, persone, nonché gli consentono di consultare in modalità interattiva – due schermi touch screen sono disponibili allo scopo &#8211; documenti, carte, registri e altro ancora. Sulle strutture e su alcuni pannelli sono presenti dei QRcode che consentono al visitatore di approfondire gli argomenti esposti, oppure, di tradurre nelle due principali lingue europee i testi lì presenti.</p>
<p>Il nome StArt è la crasi di Storia e Arte, termini volutamente fusi in un unico fonema perché evocatore della parola inglese che ricorda start, ovvero: inizio, ma anche avvio, partenza. Infatti la StArt, con la sua esposizione, vuole suggerire al visitatore che il luogo è il punto di partenza per visitare la Città raccontata attraverso gli oggetti esposti. Insomma, il logo è non solo l’identità della mostra ma è anche uno stimolo a scoprire dal vero le tracce medievali presenti nelle vie e nei vicoli del centro storico, i monumenti diffusi, le testimonianze dell’arte contenuta nelle chiese.</p>
<p>La StArt Gallery ha anche un’offerta didattica a disposizione delle scuole. Gli studenti, assistititi dai loro insegnanti, possono avviare studi e ricerche consultando il materiale esposto; possono approfondire temi storici, artistici e indagare sull’economia della Città e sul suo costume lungo il tempo trascorso.</p>
<p><strong>La mostra viene aperta in occasione delle principali manifestazioni cittadine<br />
</strong></p>
<p><strong>Ingresso gratuito</strong></p>
<p><strong>Info e contatti: <span style="font-size: medium;">startgallery.chieri@gmail.com, info@carreumpotentia.it, cultura@comune.chieri.to.it</span></strong></p>
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		<title>CASA MARTINI</title>
		<link>https://www.turismochieri.it/casa-martini/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Frazione Pessione</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi passi da Torino, <b>Casa Martini a Pessione</b> offre un viaggio immersivo e affascinante alla scoperta di un brand storico, protagonista da oltre 160 anni dell’aperitivo italiano. Questo percorso coinvolgente invita i visitatori a conoscere la storia di MARTINI, le diverse fasi di produzione del vermouth, l’accurata miscelazione, fino alla degustazione dei cocktail più iconici.</p>
<p><b>Le Experience di Casa Martini</b>:</p>
<p>I visitatori possono scegliere tra quattro experience immersive:</p>
<ul>
<li><b>Discovery Tour &amp; Privilege Tour:</b> Permettono di esplorare gli ingredienti, la storia del brand e includono la visita allo stabilimento produttivo. Il Privilege Tour è un percorso interamente guidato e si conclude con la degustazione di tre cocktail iconici.</li>
<li><b>Cocktail Experience:</b> Una masterclass di mixology, guidata da un Martini Ambassador, dove i partecipanti imparano le tecniche e i segreti dei cocktail MARTINI, cimentandosi personalmente nella loro miscelazione.</li>
<li><b>Vermouth Class:</b> Un percorso sensoriale dedicato alle erbe aromatiche e alla storia del vermouth. I visitatori terminano l’experience con la creazione del proprio<b> vermouth personalizzato</b> da portare a casa.</li>
</ul>
<p>Le experience possono essere completate con una visita allo <b>Shop interno</b>, dove sono disponibili prodotti esclusivi e merchandising Martini.</p>
<p><b>La Venue Ideale per Ogni Evento</b></p>
<p>Casa Martini è anche la location perfetta per eventi privati, conference meeting, attività di team building, matrimoni e ricorrenze speciali, grazie ai suoi ambienti versatili e suggestivi.</p>
<p>Gli spazi esterni includono <b>La Piazzetta</b>, un ampio spazio ideale per eventi all’aperto. Vi si affacciano la storica <b>Palazzina</b> con la sua scalinata, lo <b>Shop</b> e la teca che custodisce l’iconica <b>Lancia Delta HF 1992 Martini Racing</b>.</p>
<p>Gli ambienti interni comprendono <b>La Terrazza Martini</b>, che offre sale accoglienti e flessibili (Sala Ingresso, Sala Camino, Sala Meeting e Lounge Bar), pensate per diverse tipologie di evento. Infine, <b>La Bar Academy</b> è lo spazio specializzato dedicato alle esperienze interattive come la <i>Vermouth Class</i>, la <i>Martini Cocktail Experience</i> e le attività di <i>team building</i>.</p>
<p><b>Apertura al pubblico:</b> sabato e domenica dalle 11:00 alle 19:00</p>
<p><b>Indirizzo: </b>Piazza Luigi Rossi 2, Pessione di Chieri (TO)</p>
<p><b>Contatti: </b>+39 01194191 / casamartini@bacardi.com</p>
<p><b>Sito web:</b> www.visitcasamartini.com<b> </b></p>
<p><b>Fb: </b>CasaMartiniVisitorCenter</p>
<p><b>Instagram: </b>@visitcasamartini</p>
<p><b>Linkedin: </b>Casa Martini – Martini &amp; Rossi</p>
<p><b>Tickets:</b></p>
<p><b>Martini Cocktail Experience</b><br />
Adulto (+18 anni): €39.00</p>
<p>Riduzioni ITA <i>(&gt;65 anni, Piemonte Card, Musei Impresa, visitatori Museo Mauto): €35.00</i></p>
<p>Studenti (18 &#8211; 25 anni) ITA: €30.00</p>
<p>Possessori di biglietto del treno Trenitalia: €34.00</p>
<p>Abbonamento Musei Piemonte Valle D&#8217;Aosta: €30.00</p>
<p><b>Vermouth Class</b><br />
Adulto (+18 anni): €39.00</p>
<p>Riduzioni ITA <i>(&gt;65 anni, Piemonte Card, Musei Impresa, visitatori Museo Mauto): €35.00</i></p>
<p>Studenti (18 &#8211; 25 anni) ITA: €30.00</p>
<p>Possessori di biglietto del treno Trenitalia: €34.00</p>
<p>Abbonamento Musei Piemonte Valle D&#8217;Aosta: €30.00</p>
<p><b>Privilege Tour</b></p>
<p>Adulto (+18 anni): €25.00</p>
<p>Riduzioni ITA <i>(&gt;65 anni, Piemonte Card, Musei Impresa, visitatori Museo Mauto): €22.00</i></p>
<p>Bambini (6 &#8211; 17anni): €15.00</p>
<p>Bambini (0-5 Anni): Gratuito</p>
<p>Studenti (18 &#8211; 25 anni) ITA: €20.00</p>
<p>Possessori di biglietto del treno Trenitalia: €20.00</p>
<p>Abbonamento Musei Piemonte Valle D&#8217;Aosta: €20.00</p>
<p>Gratuito ITA</p>
<p><i>(Disabili &gt;74% e accompagnatore, soci ICOM, guide turistiche abilitate, giornalisti. Il tesserino deve essere presentato all&#8217;ingresso.)</i></p>
<p><b>Discovery Tour</b></p>
<p>Adulto (+18 anni): €20.00</p>
<p>Riduzioni ITA <i>(&gt;65 anni, Piemonte Card, Musei Impresa, visitatori Museo Mauto): €17.00</i></p>
<p>Bambini (6 &#8211; 17anni): €10.00</p>
<p>Bambini (0-5 Anni): Gratuito</p>
<p>Studenti (18 &#8211; 25 anni) ITA: €15.00</p>
<p>Possessori di biglietto del treno Trenitalia: €15.00</p>
<p>Abbonamento Musei Piemonte Valle D&#8217;Aosta: Gratuito</p>
<p>Gratuito ITA</p>
<p><i>(Disabili &gt;74% e accompagnatore, soci ICOM, guide turistiche abilitate, giornalisti. Il tesserino deve essere presentato all&#8217;ingresso.)</i></p>
<p><b>Indicazioni generali:</b></p>
<ul>
<li>Animali non ammessi</li>
<li>Per la visita allo stabilimento sono richieste scarpe chiuse</li>
<li>Parcheggio gratuito esterno (a circa 80 metri dall’ingresso principale)</li>
<li>Prenotazione obbligatoria online</li>
</ul>
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		<title>MAC</title>
		<link>https://www.turismochieri.it/mac/</link>
		<comments>https://www.turismochieri.it/mac/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 09:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.turismochieri.it/?p=2871</guid>
		<description><![CDATA[<p>Mostra Archeologica Chieri</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>Un tuffo nel passato alla ricerca delle origini di Chieri e del suo territorio.<br />
Come vivevano gli abitanti di Carreum Potentia in epoca romana? Quanto si trasformò la vita della città nel Medioevo? Quali tracce dell’antico passato nasconde il centro moderno?<br />
A questo ed altri interrogativi risponde la MAC Mostra Archeologica Chieri che illustra, in una suggestiva ambientazione sotterranea, le emozionanti scoperte effettuate dagli archeologi anche in tempi recenti.</p>
<p>La mostra è stata allestita nel 2009, con il contributo della Regione Piemonte, nel seminterrato del Palazzo Comunale di Chieri, appositamente restaurato.<br />
Gli scavi archeologici e i restauri dei materiali esposti sono stati diretti da Federico Barello, Gabriella Pantò, Emanuela Zanda (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte &#8211; Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie). Il progetto scientifico è stato curato da Gabriella Pantò e Ada Gabucci, prima conservatrice della mostra. Roberto Nivolo e Sonia Bigando hanno progettato l&#8217;allestimento e seguito la direzione lavori. La Società Case Manolino ha realizzato l’allestimento del contesto ricostruito nella prima sala.</p>
</div>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>Il percorso si snoda lungo tre sale espositive dedicate rispettivamente ai commerci, ai rituali funerari e alle produzioni artigianali:</p>
</div>
<p class="viewTitolo3"><strong>Sala 1</strong></p>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>La prima sala illustra i commerci in epoca romana, testimoniati dalle innumerevoli anfore scoperte a Chieri, prodotte localmente o provenienti da diverse aree del Mediterraneo (Grecia, Italia centrale, Croazia, Spagna). Di particolare interesse è un esemplare dagli scavi del Battistero, con un’iscrizione in greco. Si segnala inoltre un’anfora che verosimilmente conteneva allume, sostanza usata per produrre farmaci antiemorragici, conciare le pelli e tingere le stoffe.<br />
Banchi di anfore, usate per drenare l’umidità del suolo, vennero alla luce in diversi scavi: nel 1960 al Ponte Nuovo, su intervento del gruppo scout di Chieri; nel 1983 lungo le sponde del rio Tepice e nel 1993 in via Tana. Il contesto di quest’ultimo scavo è stato ricostruito per l’esposizione.</p>
</div>
<p class="viewTitolo3"><strong>Sala 2</strong></p>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>La seconda sala apre una finestra sul regno dei morti, illustrando le cerimonie che accompagnavano il defunto nel suo ultimo viaggio. I materiali provengono dalla necropoli di Ponte Nuovo (viale Cappuccini e viale Fasano, scavi 1960 e 1993), che fiancheggiava la strada in uscita da Chieri in direzione sud-ovest.</p>
</div>
<p class="viewTitolo3"><strong>Sala 3</strong></p>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>L’ultima sala espone le produzioni ceramiche realizzate a Chieri in età imperiale romana e nel Medioevo (fine XII secolo). Tra i reperti più tardi si annoverano non solo esemplari di ceramica invetriata, ingobbiata e smaltata, ma anche indicatori di produzione, come i distanziatori da fornace.<br />
Per valorizzare i reperti esposti, la Città di Chieri ha instaurato un rapporto di collaborazione con il Munlab di Cambiano &#8211; Ecomuseo regionale dell&#8217;Argilla, che ha realizzato oggetti ispirati alle antiche produzioni locali.</p>
</div>
<div class="BLOBWidth100">
<div class="BLOBFloatLeft BLOBWidth50">
<div class="BLOBWidth100">
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Apertura su prenotazione e aperture straordinarie in occasione delle principali manifestazioni cittadine.</p>
</div>
<p>Per l’occasione saremo accompagnati dall’archeologa per conoscere il passato dell’antica <em class="userFormat2">Carreum Potentia</em> attraverso la descrizione degli antichi reperti, rinvenuti sul territorio durante diverse campagne di scavo archeologico.</p>
<p><strong>Apertura al pubblico: </strong><strong>visite guidate e attività per bambini in occasione delle principali manifestazioni cittadine (Di Freisa in Freisa, festività patronali, Fiera di San Martino) e su prenotazione.</strong></p>
<p><strong>Tariffe:</strong></p>
<p><strong>- intero 5€;<br />
&#8211; ridotto (6-18 anni e over 65) 2€;<br />
&#8211; gruppi 4€;<br />
&#8211; famiglie (cinque persone, con massimo due adulti) 10€;<br />
&#8211; laboratori didattici 3€;<br />
&#8211; gratuito: bambini sotto i 6 anni, possessori Abbonamento Piemonte Musei e Valle d</strong><strong>’Aosta, persone con disabilità e accompagnatore, insegnanti.</strong></p>
<p><strong>Info e prenotazioni: 011.9428462, mac.archeologia.chieri@gmail.com</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>
</div>
<div class="BLOBFloatRight BLOBWidth50"></div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
</div>
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		<item>
		<title>La Grande Pinacoteca</title>
		<link>https://www.turismochieri.it/la-grande-pinacoteca/</link>
		<comments>https://www.turismochieri.it/la-grande-pinacoteca/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 10:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.turismochieri.it/?p=1503</guid>
		<description><![CDATA[<p>Chieri e i suoi tesori online</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p><strong>Sul sito</strong> <strong>100torri.it</strong> è a disposizione del pubblico la <strong>sezione</strong> <strong>&#8220;La Grande Pinacoteca&#8221;</strong>, un progetto nato per la realizzazione di un <strong class="userFormat1">grande museo virtuale</strong> <strong>che rappresenta mille anni di pittura a Chieri</strong> attraverso i dipinti presenti nelle chiese, negli uffici pubblici e in ogni altro luogo accessibile.<br />
Un&#8217;iniziativa promossa dalla testata giornalistica 100 Torri, patrocinata dal Comune di Chieri e realizzata in collaborazione delle Associazioni Culturali <em class="userFormat2">Carreum Potentia, Compagnia della Chiocciola, Avezzana</em> e la sponsorizzazione della Banca C.R. Asti.<br />
Accedendo alla sezione interessata<b> </b>si intraprende un viaggio virtuale all&#8217;interno della chiesa che si intende visitare: ogni edificio è munito di una piantina interattiva dove è possibile cliccare per accedere ai dipinti spiegati storicamente e artisticamente da schede curate dallo storico Antonio Mignozzetti.<br />
Il progetto è pensato per i turisti e per chi ama l’arte; ci si è avvalsi anche dell&#8217;utilizzo dei QR code posti sui totem donati dal Lions Club Chieri alla città e collocati nei pressi delle chiese per consentire con smartphone o tablet di vederne direttamente struttura e contenuto pittorico. Entrando nella chiesa sarà possibile visitare i vari settori dell&#8217;edificio, e contemporaneamente essere guidati virtualmente alla scoperta delle informazioni storico e artistiche.</p>
</div>
<div class="viewPar BLOBAlignJustify">
<p>I testi sono disponibili, sempre con un clic, anche in inglese, tedesco, francese, spagnolo e russo.</p>
</div>
</div>
<p>Testi: <strong>Antonio Mignozzetti</strong><br />
Partenariato scientifico: <strong>Carreum Potentia, Compagnia della Chiocciola, Avezzana</strong><br />
Webmaster: <strong>Guido Gilli</strong><br />
Idea e coordinamneto: <strong>Gianni Giacone</strong><br />
Impaginazione: <strong>Francesca Moro</strong><br />
Contributi fotografici: <strong>Roby Zanchettin, Matteo Maso, Studio Gaidano &amp; Matta </strong><br />
Partecipazione al progetto: <strong>Lions Club Chieri</strong><br />
Sponsor 2016: <strong>Banca C.R. Asti</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Duomo</title>
		<link>https://www.turismochieri.it/il-duomo/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 22:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fatto costruire dal vescovo di Torino intorno al 1037, è uno dei più grandi edifici che del gotico piemontese.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d2820.637692197775!2d7.820622415318576!3d45.011978871525066!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x47880ae739e0f837%3A0x1831865af34c23e8!2sParrocchia+Santa+Maria+della+Scala+-+Duomo+di+Chieri!5e0!3m2!1sit!2sus!4v1476261899111" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La Collegiata di S. Maria della Scala, in stile gotico, rappresenta uno dei più significativi monumenti del Piemonte medioevale. Fatto costruire inizialmente da Landolfo, vescovo di Torino, intorno al 1037 è stato definito dagli studiosi, uno dei più grandi edifici che rappresentano il gotico piemontese. La fabbrica gotica, quale oggi si può ammirare, risale invece alla prima metà del XV secolo: presenta una facciata ripartita in cinque zone e una suddivisione interna in tre navate con cappelle laterali. Un transetto divide le navate dalla zona presbiteriale, che si conclude in un profondo coro e in un’abside a cinque lati.</p>
<p>All’interno del Duomo sono visitabili la cripta romanica landolfiana, la cappella Tabussi con affreschi attribuiti al pittore Jaquerio, la cappella Gallieri, anch&#8217;essa interamente affrescata e il coro ligneo quattrocentesco con le sue decorazioni a soggetto vegetale. Esterno al corpo di fabbrica principale, ma ad esso collegato, si trova il Battistero, edificio a pianta centrale di origine precedente rispetto a quella della chiesa fondata da Landolfo. Venne annesso all&#8217;edificio solo successivamente, ma non si conosce l&#8217;epoca della costruzione; secondo la planimetria che segue lo schema classico a pianta ottagonale, si potrebbe collocare intorno al IV secolo. Tale Battistero  romanico è decorato da un ciclo di affreschi del Quattrocento di Guglielmetto Fantini.</p>
<p><strong>Orari di apertura: il Duomo è aperto al mattino dalle 7.30 alle 12 e al pomeriggio dalle 15.30 alle 18, escluso il lunedì, compatibilmente con le funzioni religiose.</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.turismochieri.it/il-duomo/">Il Duomo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.turismochieri.it">Turismo Chieri</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arco di trionfo</title>
		<link>https://www.turismochieri.it/larco-di-trionfo/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 23:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Monumentale opera della fine del '500 lo possiamo ammirare, da piazza Umberto I (ex piazza delle Erbe).</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d2820.66276489044!2d7.822809315912624!3d45.01146977909819!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x47880ae79f84469b%3A0x5a02aa4275a8f014!2sArco+Trionfale+di+Chieri!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1477320884103" width="600" height="450" frameborder="0" style="border:0" allowfullscreen></iframe><br />
L&#8217;Arco di Trionfo, simbolo della città di Chieri, segna le rinascita artistica di Chieri e rappresenta, dal punto di vista cronologico, la prima testimonianza del barocco a Chieri. Monumentale opera della fine del &#8216;500 lo possiamo ammirare, da piazza Umberto I (ex piazza delle Erbe). L&#8217;origine dell&#8217;Arco chierese, eretto nel 1580 in onore di Emanuele Filiberto di Savoia e ultimato in occasione della nascita dell&#8217;erede al trono ducale Filippo Emanuele, è dettata dalla volontà da parte della municipalità di onorare i soggiorni a Chieri della corte sabauda.</p>
<p>Nella seconda metà del XVIII secolo gli architetti Vittone prima (1761) e Mario Ludovico Quarini poi (1785) effettuarono dei restauri per adeguarlo al gusto barocco: i disegni documentano la ricercatezza degli stucchi raffiguranti lo stemma sabaudo sul fronte verso la piazza e lo stemma di Chieri sul fronte verso la via e la presenza delle varie statue. Danneggiato nella rivolta popolare di fine 1700 per cancellare i segni della monarchia, l’Arco fu nuovamente restaurato e successivamente, a fine Ottocento, vennero tolte definitivamente le statue e asportati gli stemmi, sostituiti da orologi.</p>
<p>E&#8217; solo nel 1837 che, per volere di Carlo Alberto, venne aggiunto l&#8217;orologio meccanico. Il monumento che oggi si può ammirare è una costruzione completamente in muratura che presenta un impianto a due ordini; gli affreschi ricoprono buona parte delle superfici dell&#8217;edificio.</p>
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		<title>Il ghetto ebraico</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 23:01:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Destano particolare attenzione gli splendidi affreschi del soffitto e i decori delle lunette sovrastanti le finestre.</p>
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Il ghetto chierese sorse nel 1723-24, ma quello che rimane oggi del ex ghetto ebraico è un agglomerato di case in un vicolo in salita raggiungibile da via Vittorio Emanuele II,  denominato via della Pace, che nel dialetto locale indicavano come di “sù dij breu” (la salita degli ebrei). Anticamente il quartiere, era composto da una serie di abitazioni collegate tra loro da ballatoi, scale, passaggi e cortili che si univano intorno al cortile centrale “chazer”.</p>
<p>Le case dove risiedeva e dove tuttora risiede il ghetto erano di proprietà di aristocratiche famiglie cristiane, che affittavano agli ebrei, i quali non potevano possedere case di proprietà. Nel giugno del 1724, si decise di adibire a Ghetto le antiche case del conte Bonaudo di Robassomero, un tempo di proprietà delle famiglie Villa e Solaro, che si trovano ancora oggi tra via della Pace, via Maestra (attualmente via Vittorio Emanuele II) e vicolo Corona Grossa. La Sinagoga di Chieri, ha cessato la sua funzione nel 1935, per mancanza di un attività ebraica attiva. I preziosi arredi, sono stati trasferiti nel 1942 nel Tempio inferiore di Torino, per sostituire quelli andati distrutti durante i bombardamenti del novembre del 1942. Attualmente la Sinagoga si trova al primo piano dell&#8217;edificio interno, rivolto verso il cortile centrale, il “chazer”. Destano particolare attenzione, gli splendidi affreschi del soffitto e i decori delle lunette sovrastanti le finestre, dipinti da un illustre artigiano di cui si ignora il nome.</p>
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		<title>Chiesa di San Domenico</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 22:15:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Secondo la tradizione sarebbe stato san Domenico in persona a fondarlo, passando in città nel 1220.</p>
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Secondo una tradizione, sarebbe stato san Domenico in persona a fondare il convento domenicano di Chieri, passando in città nel 1220. Il santo avrebbe anche benedetto il pozzo del convento, la cui acqua avrebbe assunto da allora miracolose proprietà guaritrici. In realtà i Domenicani approdarono a Chieri verso la metà del ’200: forse fu un nucleo che si staccò dal convento di Asti. Era infatti abbastanza comune all’epoca (definita, per il suo fervore, il tempo dell’Alleluja) che una comunità religiosa, quando raggiungeva una certa consistenza, si dividesse per fondare un nuovo convento: nel 1267, per esempio, frate Umberto Benzi lasciò Chieri per far nascere un convento a Savigliano.</p>
<p>Il primo insediamento avvenne a ridosso della prima cerchia di mura. È possibile che i religiosi ricevessero l’incarico di officiare la chiesa di Santa Maria del Portone, cui apparterrebbero gli archi tornati alla luce nel 1651, quando si ristrutturò il convento. L’ipotesi non è confermata, ma appare verosimile.</p>
<p>Non si conosce la data di costruzione della chiesa attuale: essa, comunque, iniziò verso il 1326, anche se fu consacrata solo nel 1388. Secondo il canone tipico degli Ordini mendicanti era a croce latina, con tre navate: solo nel XV secolo si incorporarono le adiacenti cappelle laterali, occupando lo spazio tra i contrafforti che consolidavano la muratura. Il campanile, che con i suoi 52 m è il più alto della città, venne iniziato contemporaneamente alla chiesa, ed era sicuramente ultimato nel 1381, anno in cui il Comune elargì una somma per acquistare le campane.</p>
<p>Nell’arco della sua lunga storia la chiesa ebbe a subire numerose trasformazioni: la prima nel ’400, con la costruzione delle cappelle laterali, poi tra il 1486 e il 1660 con la costruzione delle volte. Nel 1802, con la soppressione degli Ordini religiosi decretata dalla Rivoluzione francese, il convento venne trasformato in ricovero per anziani religiosi di ogni congregazione. Con la Restaurazione fu il primo convento domenicano a riaprire in Piemonte, ma nel 1855 i frati dovettero nuovamente andarsene, questa volta per la soppressione degli ordini imposta da Vittorio Emanuele II. L’edificio fu messo all’asta, acquistato dal Comune e, in sequenza, usato come collegio civico, come caserma e come riformatorio. Il ritorno definitivo dei frati avvenne nel 1871.</p>
<p>Alla chiesa (55&#215;18 m) si accede varcando un maestoso portale racchiuso da una cornice in cotto. Iniziando dalla navata di destra, la prima cappella è quella del Crocifisso, che conserva il nome del grandioso Crocifisso attribuito a Martino da Casale, oggi collocato nella sala capitolare. Seguono la cappella della Madonna di Lourdes (in origine semplice corridoio da cui si accedeva al “cortile dei morti” all’interno del convento) e la cappella di San Domenico, dominato dalla tela del Morgari che raffigura il Sogno di San Domenico.</p>
<p>La successiva cappella del Santo Rosario è una delle più sfarzose della chiesa. Intitolata alla Vergine delle Vittorie dopo la sconfitta della flotta turca a Lepanto (1571), è ornata dalla pregevole tela del Moncalvo (recentemente restaurata): la tela della Madonna col Bambino che porgono le corone del Rosario a San Domenico e Santa Caterina. Tutt’intorno, quindici “misteri” mariani. L’ultima cappella prima del presbiterio è dedicata a San Pietro Martire, di cui nel convento si conserva una pregevole e curiosa statua lignea (col capo del santo trafitto dalle lame degli eretici). L’altare maggiore è fiancheggiato da due cappelle: quella di destra è intitolata a San Vincenzo Ferrer, che soggiornò a lungo in Piemonte e forse anche a Chieri. A sinistra, invece, la cappella intitolata a San Tommaso d’Aquino, con la pala d’altare dipinta dal Lorenzone e la nicchia in cui si conserva la reliquia del cingolo di san Tommaso. Dalla cappella laterale di destra si accede alla sacrestia, che in origine era la tomba di famiglia dei Villa. È arredata con armadi e panconi settecenteschi in legno di noce, e vi è esposta una tela che raffigura Santa Maria Maddalena.</p>
<p>L’abside alle spalle dell’altar maggiore è decorato dal Moncalvo, che vi lavorò tra il 1605 e il 1615. I quattro spicchi della volta del coro sono dedicati agli Evangelisti, mentre le sottostanti lunette rappresentano due episodi della vita di san Domenico: La predicazione e La resurrezione di un fanciullo. A queste corrispondono in basso le due enormi tele della Moltiplicazione dei pani e della Resurrezione di Lazzaro. Nel catino absidale, incorniciati da preziosi stucchi seicenteschi, cinque medaglioni contengono i ritratti dei massimi santi dell’Ordine: da sinistra san Raimondo da Peñafort, san Tommaso d’Aquino, san Domenico, san Pietro Martire, san Vincenzo Ferrer. Sono invece di altra mano e più tardivi i riquadri inferiori che rappresentano, da sinistra, santa Agnese da Montepulciano, san Giacinto, san Pio V, sant’Antonino da Firenze, santa Caterina de’ Ricci. Tra le finestre, le due statue in stucco di santa Maria Maddalena e santa Cecilia.</p>
<p>Passando alla navata di sinistra, e partendo dal campanile, la prima cappella che si incontra è quella di Santa Rosa da Lima, prima santa dell’America Latina. Per predisporla, nel 1668, fu necessario chiudere la cappella quattrocentesca di Santa Marta, alla base del campanile, dove si conservano affreschi quattrocenteschi che sono tra i più antichi di Chieri.</p>
<p>La cappella successiva è intitolata a Santa Caterina da Siena: in una nicchia è conservata una preziosa statua settecentesca della Madonna del Rosario. Segue la cappella dedicata a San Giacinto, grande apostolo della Polonia: la tela venne dipinta nel 1607 dal Levoyer, di cui è anche l’Annunciazione sulla parete a sinistra. L’ultima cappella che si incontra prima di uscire dalla chiesa è intitolata al vescovo di Firenze sant’Antonino. La grandiosa pala d’altare è una copia della Madonna del Rosario del Guercino  che si conserva nella chiesa di San Domenico a Torino. Subito di fronte, sul primo pilastro a sinistra entrando in chiesa, si trova l’affresco trecentesco della Madonna del Latte.</p>
<p>L’immagine della Vergine che allatta il Bambino è assai cara alle mamme chieresi, ed è collegata a un evento miracoloso: si racconta che, per sfregio, un eretico colpisse al collo l’immagine con una lama, e che dalla ferita sgorgasse sangue.</p>
<p>L’itinerario pedonale si conclude tornando in via Vittorio Emanuele II verso l’esterno città. All’incrocio con via Roma, subito fuori dalla prima cerchia di mura medievali, risalta il fronte gotico della precettoria (comunità religiosa presieduta da un precettore) di San Leonardo.</p>
<p><strong>Orari di apertura della Chiesa: 8.15-12 e 16.30-19.15.</strong></p>
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		<title>Chiesa di San Leonardo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 09:41:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>All’interno della Precettoria è tornato alla luce un ciclo di affreschi di epoca medievale che illustra la Passione.</p>
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È l’unico resto dell’ospedale gerosolimitano di Santa Croce. Poiché ci sono documenti che attestano in modo certo quando avvenne la sua costruzione, questo edificio è un utilissimo strumento di comparazione per riuscire a datare numerosi altri monumenti chieresi. L’ospedale di Santa Croce, fondato nel 1412 da Tommaso Ulitoto, apparteneva all’Ordine dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Ulitoto era precettore della chiesa dello stesso Ordine, intitolata a San Leonardo. Quando nel 1553 l’ospedale fu soppresso, il precettore continuò ad abitarvi; come dimora continuarono a utilizzarlo anche i cavalieri di Rodi e, successivamente, i cavalieri di Malta fino al 1798, quando quest’ordine cavalleresco fu soppresso da Carlo Emanuele II. Dopo la confisca dei beni religiosi da parte del governo giacobino seguirono alcuni passaggi di proprietà in mano a privati, sovente collegati a utilizzi impropri. L’edificio venne notevolmente rimaneggiato, finché non divenne infine parte integrante del complesso salesiano di San Luigi.</p>
<p>Dell’impianto originale restano solo il fronte che si affaccia su via Roma, e un piccolo locale a pianta quadrata al piano terra. Sulla facciata si può notare il portale gotico, sormontato da un rosone e marcato da una fascia decorativa di formelle in cotto, che alternano la croce greca a quella di Malta, simboli dei Gerosolimitani (men­tre il rosone è contornato da caratteristiche  formelle con palmette).</p>
<p>All’interno della Precettoria, grazie a un cospicuo restauro, è tornato alla luce un ciclo di affreschi di epoca medievale che illustra la Passione di Cristo. Si tratta di dipinti che, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, erano stati coperti con una mano di biacca, quando il locale era stato dato in uso a un artigiano. Pur se di superficie più ridotta rispetto alla “Passione” del Battistero del Duomo, sono affreschi di notevolissimo valore, il cui studio dovrà essere approfondito nei prossimi anni.</p>
<p>Entrando nel cortile dell’oratorio si può accedere alla chiesa di San Leonardo, di cui è ancora visibile la navata centrale. Già esistente nel 1141, fu sede dell’Ordine dei Templari per circa un secolo, fino alla quasi totale distruzione per incendio nel 1285: fu Tommaso Ulitoto a curarne e a ultimare l’intera riedificazione.</p>
<p>La chiesa seguì le stesse vicende della precettoria, diven­tando addirittura un’of­ficina nel 1851, anno in cui ne fu abbattuto il campanile che sorgeva probabilmente sulla sinistra dell’altare maggiore. Gli affreschi furono rovinati e delle lapidi funerarie, asportate e messe in salvo da un teologo locale, ne sono rimaste solo due, tra cui quella di Ulitoto. Dal 1934 chiesa e precettoria sono divenute proprietà dei Salesiani, che hanno attuato le ultime modifiche.</p>
<p>In origine, quello che ora è un unico ambiente adibito a porticato era un edificio a tre navate e tre campate, sorretto da colonne caratterizzate dai mattoni arrotondati e sfalsati. Numerose, sulle pareti, sono le tracce di chiusure e aperture di porte e finestre, indice chiaro dei numerosi rimaneggiamenti; ancora ben visibili, inoltre, le volte gotiche a crociera delle navate laterali e la volta barocca a botte lunettata di quella centrale.</p>
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		<title>Palazzi medievali</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 08:20:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non è un caso che Chieri fosse conosciuta come la città delle cento torri delle famiglie nobili.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3>Palazzo Valfrè</h3>
<p>La costruzione, sita all&#8217;inizio di via San Giorgio e risalente al &#8216;300, è uno degli edifici gotici chieresi che più ha conservato le caratteristiche di dimora patrizia tardo medievale. Recentemente il portone d&#8217;ingresso è stato collegato direttamente con la strada, perciò è stato chiuso il portico, risultandone cosi allungata e modificata tutta la facciata. Nella parte retrostante dell&#8217;ala destra si scorge ancora una loggia a due archi.</p>
<h3>Palazzo Mercadillo</h3>
<p>Sito in piazza Mazzini, fu costruito verso il 1400 dalla celebre famiglia chierese &#8220;De Albergo&#8221; e diede il nome alla piazza del mercato. Divenne, in seguito, sede dell&#8217;asilo e delle scuole elementari di S. Anna.</p>
<h3>Palazzo Opesso</h3>
<p>Edificato nel XIV secolo e posto nella parte più rilevata di Piazza Mazzini, di fronte a Palazzo Valfrè all&#8217;inizio di via San Giorgio, il palazzo è costituito da due corpi principali a tre piani fuori terra, disposti a L, che delimitano su due lati un cortile, chiuso sugli altri due da edifici minori dello stesso complesso. Alla fine del &#8216;700 fu trasformato in carcere. Oggi è sede di interessanti esposizioni.</p>
<h3>Palazzo Buschetti</h3>
<p>In via Garibaldi Palazzo Buschetti, detto &#8220;il medievale&#8221;, fu costruito nel 1400 sul luogo di un edificio preesistente, a ridosso di un tratto delle mura della seconda cerchia, presso una delle porte, dalla celebre famiglia Buschetti. Osservando le facciate si notano tre tipi diversi di cornici ad ornare le bifore. Sulla facciata di via Garibadi, si può vedere il grosso muro sbrecciato, che faceva parte della seconda cerchia di mura della città, su cui fu alzato questo palazzo. È anche visibile la torre ottagonale che è, apparentemente, più tarda e che doveva essere, in origine, una scala-torre.</p>
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